Alterità
[Alterità]
Considerare e accettare l'alterità del divino potrebbe essere la chiave per la porta della realizzazione dell'unità. Evitare per comodità l'argomento della trascendenza di Dio, infatti, rende la Divinità un oggetto, un simulacro da modellare a immagine e somiglianza della nostra persona, un contenitore da riempire coi nostri concetti, con le nostre aspettative, con la nostra brama di attenzione e di potere. Meditare sulla sua trascendenza non lo allontana da "noi", lo allontana solamente dalle mire espansionistiche di quell' involucro fittizio che chiamiamo ego, nient'altro che una funzione della mente volta all' autoconservazione e all' autoreferenzialità. Dio vive in noi, si, ma in quella parte realmente divina, oltre il nostro nome, le nostre funzioni sociali, i nostri condizionamenti. In questo Amore, in questo Fondo di verità e unica realtà, Dio e l'anima sono una cosa sola. Allo stesso tempo la Divinità è quanto di più lontano dal nostro piccolo io fatto di rapaci appropriazioni, menzogne, illusioni, meschine aspettative e meccaniche utilitaristiche. Realizzare la trascendenza del Divino è trascendere noi stessi, morire a noi stessi per risorgere rigenerati nella Vita Divina, nostra vera natura. Chi perde la propria vita infatti, la ritroverà (Mt 16:24-25), libera dai legami mortiferi del "mio" e dell' "io".
Dario
📿La Grotta del Cuore

