Cupio dissolvi

Esiste una certa concezione del Divino come assolutamente altro da noi, non solo inafferrabile, ma anche relegato in un luogo altro, distante fisicamente. Le tecniche contemplative e l'esplorazione spirituale del nostro panorama interiore, ci restituiscono una realtà ben diversa: il Divino abita in noi e l'abisso della Divinità è l'abisso della nostra anima, dove dimora lo Spirito irriducibile, intoccabile e inattaccabile. Di fronte a questa vertiginosa rivelazione molti sono spaventati e temono di perdere loro stessi, di non tornare mai più, preferendo il disimpegno della giostra illusoria e rutilante della molteplicità. I più temerari, i mistici, comprendendo che ciò che li frena dall'abisso d'Amore altro non è che la spinta di autoconservazione dell'ego, si immergono sempre più a fondo nel Divino, realizzando che ciò che si perde, ciò che viene annientato, in realtà è solamente il senso illusorio di separazione e di identità indipendente. Da quel fondo infatti, ogni cosa ha il suo essere, essendo quel fondo l'Essità stessa. In questo senso la meditazione è pratica dell' annichilimento di noi stessi nell'amore dell'Amore.

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