La spiritualità del Focolare della Madre
Il cammino spirituale del Focolare della Madre
Il Focolare della Madre è un sentiero di approfondimento spirituale tracciato e condotto da Alessandra Prema De Salvo, insegnante di meditazione, educatrice, dottoressa di ricerca in Indologia, Melissa della Grande Madre, fondatrice della Scuola di Meditazione e Tecniche contemplative online La Grotta del Cuore e del cammino spirituale del Focolare della Madre.
Il Focolare nasce come spazio di ricerca spirituale basato sull’incontro tra una visione immanente e panteistica del Divino, radicata nella spiritualità celtica e nella tradizione hindu di matrice śākta, e l’approccio mistico e contemplativo del cristianesimo.
Attraverso percorsi individuali, percorsi devozionali periodici di gruppo, cammini di dedicazione e servizi di preghiera, supporto spirituale e Sacro Ascolto, il Focolare della Madre propone un cammino di approfondimento spirituale inclusivo, non dogmatico, incentrato sulla devozione alla Grande Madre e sull’amore per la Natura.
La visione del Focolare pone al centro del cammino individuale la disciplina spirituale quotidiana, basata sulla meditazione, sulla preghiera e sulle pratiche devozionali connesse al cammino stagionale della Grande Madre.
Il percorso spirituale è incentrato sull’amore devozionale per la Grande Madre, sul rispetto di ogni forma di vita e sul riconoscimento di ogni creatura e ogni identità umana come espressione unica e irripetibile del Mistero vivente della Grande Madre.
Nel cammino spirituale del Focolare vengono approfonditi in particolare due volti della Grande Madre, Brigit e Maria, le quali in questo percorso non sono solamente figure confinate a una cornice religiosa e mitologica storicamente determinata, né simboli archetipici del divino femminile da incarnare o interpretare in senso puramente allegorico.
Brigit e Maria rappresentano - nel sentiero del Focolare da me proposto - due volti ampi, complessi, articolati e stratificati della Grande Madre Cosmica, seppur certamente ancorati a visioni religiose e devozionali specifiche e culturalmente determinate.
In questa visione la Grande Madre è innanzitutto Madre Natura: una presenza viva, corporea e costantemente attiva e operante, la quale si manifesta nel Cosmo e nel Pianeta Terra, nei boschi, nelle alture, nei corsi d’acqua, negli animali, negli esseri umani e nei cicli che rendono possibile l'esistenza.
Ella è il corpo vivente ed eterno del mondo: fonte del nutrimento, del calore, della fecondità e della guarigione, ma anche grembo che accoglie la dissoluzione, la morte e il ritorno dei defunti alla Terra, in un processo continuo di trasformazione e rigenerazione.
La visione spirituale del Focolare della Madre si fonda sul riconoscimento e la venerazione di un’Energia Cosmica Immanente, concepita in modo affine alla Śakti del pensiero hindu: una potenza viva, dinamica e cosciente non separata dalla materia, bensì coincidente con essa.
La Grande Madre non governa il mondo dall’esterno: Lei è la Terra stessa che vive, respira, genera e si trasforma, nei corpi di tutte le creature.
In questa prospettiva, Brigit e Maria rappresentano due dei volti storici e culturali attraverso cui tale Energia si è resa tangibile e conoscibile nel contesto mediterraneo ed europeo. Sono i volti con i quali Lei si è manifestata a me, e sono dunque i volti ai quali scelsi di consacrare il mio cammino come Melissa della Grande Madre Cosmica.
Il Focolare della Madre costituisce il centro esperienziale di questa visione, il luogo tangibile di relazione quotidiana con la Grande Madre.
Nel cammino del Focolare la spiritualità è anzitutto pratica incarnata: preghiera incessante, meditazione, silenzio, ma anche comunione diretta con la Natura attraverso la relazione rispettosa con gli animali e gli alberi, la connessione quotidiana con le erbe e i cristalli, la frequentazione consapevole dei luoghi naturali, l’attenzione ai ritmi stagionali e ai cicli della Terra.
Nella visione spirituale del Focolare della Madre il focolare domestico è concepito come spazio sacro privilegiato, sede della relazione quotidiana di ciascun essere umano con la Madre, in continuità con una tradizione europea antichissima che ha riconosciuto nel fuoco domestico un principio di protezione, nutrimento, continuità intergenerazionale e coesione comunitaria.
La visione che propongo si colloca infatti all’interno di una continuità storica lunga e documentabile della spiritualità della Grande Madre in Europa e nel bacino del mediterraneo.
Le più antiche testimonianze archeologiche del Neolitico mostrano una diffusa venerazione della Terra come principio generativo e fonte incessante di nutrimento, espressa attraverso raffigurazioni femminili associate alla fertilità, alla ciclicità della vita e al legame inscindibile tra nascita e morte. Tali forme religiose, lungi dall’essere omogenee, condivisero tuttavia una concezione non duale della realtà, in cui la sacralità è immanente al mondo naturale e all’esperienza umana incarnata.
Con la formazione delle civiltà storiche, queste concezioni si articolarono nelle grandi dee del mondo mediterraneo - come Demetra in Grecia, Iside in Egitto, Cerere a Roma, Cibele in Anatolia - figure divine strettamente connesse alla terra, al ciclo delle stagioni, al nutrimento della comunità e alla relazione inscindibile tra vita, morte e rigenerazione.
I loro culti, spesso caratterizzati da pratiche misteriche e rituali stagionali, espressero una visione della Terra come Madre viva e senziente, da cui dipendeva l’equilibrio dell’esistenza umana.
Nel mondo celtico, divinità come Brigit parteciparono pienamente di questa complessa e articolata costellazione religiosa di matrice indoeuropea e mediorientale.
Il suo legame con il fuoco domestico e rituale, con le acque sorgive, con la fertilità dei campi e del bestiame, con la guarigione e con le arti tradizionali, la colloca in una continuità evidente con le grandi figure materne europee.
Brigit non fu una divinità astratta, bensì una presenza profondamente radicata nel paesaggio, nei ritmi stagionali e nella vita quotidiana delle comunità. E continua a esserlo per coloro che come me la considerano una presenza viva e tangibile nel quotidiano. Lei è nella Fiamma che accendo e ringrazio ogni mattina, Lei è nelle acque del Pozzo di guarigione che accoglie le mie preghiere quotidiane prego e che custodisco per coloro cui sono stati affidati
Con la progressiva cristianizzazione dell’Europa, tali forme di sacralità non vennero eliminate, come spesso viene affermato, bensì riconfigurate all’interno di una nuova cornice etico-religiosa.
Il culto delle sante e dei santi, in particolare quelli legati al fuoco, alle acque, alla guarigione, alla protezione della casa, dei raccolti e del bestiame, conserva numerosi elementi delle precedenti religiosità folkloriche e agrarie. Figure come Santa Brigida d’Irlanda, Santa Lucia, Sant’Anna o gli innumerevoli santi venerati a livello locale mostrano una continuità funzionale e simbolica con le antiche divinità della Terra, pur inserite e risignificate in una cornice devozionale ed etica squisitamente cristiana.
Ancora più centrale è il culto della Vergine Maria, che nella spiritualità europea e mediterranea - soprattutto nella devozione popolare – ha progressivamente assunto una funzione che eccede talvolta le definizioni teologiche ufficiali in un processo di apoteosi cultuale senza precedenti.
Maria è stata venerata come Madre universale, Regina del Cielo e della Terra, protettrice delle creature, spesso associata a luoghi naturali quali grotte, fonti, alberi e alle sommità delle alture, come colline e montagne, presso le quali è spesso venerata nel suo misterioso aspetto di Madonna Nera.
In questa prospettiva Maria è quindi concepibile come uno degli infiniti volti di quella Grande Madre Primigenia che è al contempo sorgente, contenitore, contenuto e fine ultimo, totale pienezza e vuoto immenso, mistero indicibile e ineffabile.
Nel cammino del Focolare Maria rappresenta il volto accessibile e compassionevole di quella grande Madre Cosmica dalla quale tutto trae origine e alla quale tutto ritorna, in un ciclo senza fine.
Maria è fuor di dubbio la figura storica che partorì Gesù di Nazareth, il cui travagliato percorso terreno è narrato da alcune scarse fonti storiche e dai Vangeli, ma è al contempo la theotokos delle teologie cristiane, avvocata dell’umanità presso Dio attraverso Suo figlio.
Maria è però anche molto altro per milioni di devoti: Lei può essere la Grande Madre, Signora del cielo, della terra, della fertilità, dei campi e di tutte le creature, quella Magna Mater che sin dai primi vagiti della preistoria umana viene pregata e invocata sotto infiniti nomi e sembianti, che in Maria convergono definitivamente.
Nell’ultima accezione la Madonna diviene il ricettacolo di moltissime qualità storicamente appartenute alle grandi divinità femminili del mediterraneo e del medio oriente: Inanna, Iside, Cibele, Demetra, Artemide, Afrodite.
Molti (ovviamente non tutti) gli attributi di queste figure pre-cristiane confluiscono nei culti popolari tributati a Maria, dando origine a quel fenomeno antropologico-culturale che è il cattolicesimo folklorico.
Da un lato abbiamo la Santa Maria Madre di Dio, dall’altro un’indistruttibile icona popolare nel cui culto sono talvolta sopravvissuti, per continuità e per similitudine, gli echi dei culti del mondo antico.
Titoli, iconografie e pratiche devozionali attestano una persistente identificazione di Maria con la Terra feconda, guaritrice e accogliente, in una linea di continuità simbolica con le antiche dee madri del mondo europeo-mediterraneo.
Senza ricorrere a identificazioni semplicistiche o a forzature ideologiche non supportate da fonti attendibili, è possibile riconoscere nel culto mariano uno dei principali canali di trasmissione e di trasformazione della spiritualità della Grande Madre in Europa.
In questo quadro desidero far riferimento al preziosissimo contributo del celebre professore britannico Ronald Hutton, che in Queens of the Wild (2022) ha analizzato e problematizzato la persistenza, la trasformazione e la creazione ex-novo di alcune figure femminili sacre nella storia del folklore europeo, sottolineando il bisogno insopprimibile di connessione profonda degli esseri umani con la Natura che emergerebbe dalle caratteristiche di queste devozioni popolari eterodosse.
Da questo bisogno profondo e antico dipenderebbe secondo Hutton la creazione medievale e la venerazione di nuove figure femminili legate al mondo naturale: Madre Terra, la Cailleach o la Regina delle Fate non rappresenterebbero semplici “sopravvivenze” del mondo pre-cristiano, bensì elaborazioni originali medievali di un sentire inosopprimibile frutto della sensibilità del tempo - ma sempre in linea con quella visione ancestrale del Divino come Grande Madre ambivalente e multifunzionale presente nelle forze della Natura di cui queste figure divennero possibili e fortunatissime ipostasi.
Le sante, le figure liminali femminili prese in esame dal prof. Hutton e le migliaia e migliaia di Madonne locali che costellano il territorio europeo hanno, a mio vedere, continuato a incarnare una sacralità profondamente connessa alla Natura, al mondo sottile e alla dimensione ciclica dell’esistenza su questa Terra.
Nel Focolare della Madre, questa eredità cultuale viene riconosciuta e onorata: Brigit e Maria rappresentano per me due dei possibili volti della Grande Madre del Mondo, Madre della Terra e Madre di tutti gli esseri umani, senza distinzione alcuna.
Nella visione del Focolare tutti i corpi sono sacri: corpi conformi e non conformi, persone cisgender, transgender, intersessuali e non binarie, così come tutti gli orientamenti sessuali fondati sul consenso. Nella visione del Focolare della Madre la “diversità” non è una deviazione dall’ordine naturale, bensì una sua espressione intrinseca e originale.
Non esistono gerarchie ontologiche tra gli esseri: tutte le creature senzienti partecipano della stessa energia vitale e meritano rispetto, ascolto e cura.
La spiritualità del Focolare della Madre è profondamente non duale e non sessista, poiché non separa spirito e materia, umano e naturale, uomo o donna, sacro e profano.
La Grande Madre include tutte le polarità e le pone in relazione armonica tra loro, senza gerarchie.
Riconoscere e nutrire devozione verso la Grande Madre come Madre Natura, Custode del Focolare Vivente del Cosmo, significa abitare il mondo come luogo sacro e condiviso, in cui ogni gesto quotidiano può diventare preghiera e ogni atto di cura un atto devozionale alla Grande Madre.
La via del Focolare della Madre è una via di devozione, responsabilità e amore consapevole.
La Terra è il Focolare vivente della Grande Madre: grembo eterno di nascita e nutrimento, ma anche dimora dei defunti, ricettacolo della memoria profonda e ancestrale della vita, calderone eterno di trasformazione e di rigenerazione.
Nel Focolare della Madre ricordiamo quotidianamente che noi siamo nel corpo della Madre, e che, in senso profondo, siamo la Madre stessa che vive, ama e si prende cura di sé attraverso tutte le forme del vivente.
Con il mio servizio come custode del Focolare della Madre mi propongo di supportare le persone che desiderano approfondire la propria relazione individuale con la Grande Madre attraverso i percorsi devozionali mariani della Rosa della Devozione, attraverso il percorso annuale Il Cammino di Brigit, attraverso i percorsi individuali (La Voce della GrandeMadre; Nel Focolare di Maria; Segni e Sussurri) e attraverso i servizi di preghiera e di supporto spirituale.
Il cammino del Focolare della Madre è aperto a tutti: uomini e donne cisgender, uomini e donne transgender, persone non binarie e persone di ogni orientamento sessuale.
Coloro che desiderano accostarsi a questo cammino possono contattarmi al mio indirizzo mail sandraprema.grandemadre@gmail.com o sulla mia pagina Instagram: focolare_della_madre.










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